Perchè mi darà fastidio il nuovo McDonald’s accanto al mio ufficio

Tipico cliente McDonald's
Tipico cliente McDonald’s

“Cos’è, vuoi fare il no-global a 31 anni? Ma non lavoravi per una multinazionale?”

L’altro ieri in ufficio, mentre approfondivo la solita galleria di immagini di Repubblica.it facendo finta di fissare un file excel di lavoro, mi sono accidentalmente stiracchiato, con tanto di sbadiglio a braccia alzate, voltandomi verso la finestra.

Lavoro al quinto piano di un ecomostro bello a vedersi, che conta più di 2.000 impiegati, tutti campioni di aggiornamento di Monster.it e Linkedin.

Pur non essendo per indole portato a scovare dettagli

“Hai visto il tipo con cui stava la Fra?”

“No”

“Ti sei accorto che portava un anello matrimoniale?”

“No”

“Ti ricordi qualcosa di ieri sera oltre alla scollatura della tizia che ci serviva al tavolo?”

“Ah, ci ha servito?”

mi accorgo di un capannone industriale, in pieno Via Lorenteggio, con tanti omini appiccicati alle pareti (una volta li avremmo chiamati operai, oggi invece extracomunitari che rubano il lavoro a noi italiani onesti e laboriosi), con una M gialla molto famosa attaccata su un lato: sì, è quel brand lì, quello che da quattordicenne odiavo e che mi ha riservato sempre situazioni imbarazzanti. Ad esempio durante la gita del quinto anno delle superiori a Budapest:

“Andiamo a mangiare da McDonald’s!”

“Ragazzi, ma McDonald’s è sinonimo di globalizzazione, sfrutta i lavoratori in tutto il mondo, è praticamente una bandiera americana di colonizzazione occidentale, ecc ecc”

Nel frattempo ero già rimasto solo mentre tutti i miei compagni di classe erano già dentro a mangiare patatine sottili e panini dal gusto discutibile con cetriolini gusto cacca, accompagnati da bicchieri di coca cola iper zuccherata annacquata. Tra loro anche Lei, la tipa che quella gita cercai di corteggiare e che, grazie a quel pranzo in mia assenza, conobbe meglio quel Luke Perry della 5’D che tanto mi stava sui coglioni.

Il finale ve lo risparmio, vi basta sapere che ho sempre sbagliato mode e quindi ho fatto il rivoluzionario comunista quando andava già di moda il finto intellettuale radical chic, cosi’ come ho portato i capelli lunghi quando tutti li avevano già tagliati (fine anni 90), sono stato metallaro quando tutti erano passati all’hip hop o alla house, ho deciso di farmi una cultura quando già gli altri erano troppo avanti

Io universitario: “Sto leggendo un libro di Mario Capanna sul 68… interessante scoprire la chiave di lettura di quel periodo”

Mia coinquilina: “sì carino, me lo hanno fatto leggere in seconda media

Ricordo altri momenti resi scomodi dal mio boicottaggio verso il pagliaccio degli hamburger: avevo 23 anni, mi trovavo nei pressi della stazione centrale di Napoli e, con un gruppo di studenti provenienti da tutta Italia, decidemmo di salutarci (dopo una conferenza studentesca) con un’ultima cena.

Immaginate di avere 23 anni.

Immaginate di avere un trolley gigantesco e un aspetto orribile causato dalla stanchezza e dalle mode del momento.

Immaginate di essere in un gruppo di circa 15 persone, tutte nelle vostre stesse condizioni.

Adesso vi trovate fuori dalla stazione centrale di Napoli: ok, dove andrà a mangiare questo nutrito gruppo di studenti puzzoni?

“Andiamo da McDonald’s, così ci sbrighiamo”

“Ma siamo a Napoli, la patria della pizza! Possibile che dobbiamo comportarci come gli americani all’estero? A Napoli?”

Gita scolastica: foto di classe rovinata dagli ettolitri di alcool
Gita scolastica: foto di classe rovinata dagli ettolitri di alcool

Ovviamente rimango solo; un’amica, impietosita e imbarazzata, torna indietro e mi fa compagnia nel trovare una pizzeria vicino.

Che poi, la storia del boicottaggio verso McDonald’s può benissimo essere argomentata con tanto di dossier, storie, articoli che si trovano sul web.

In generale, potrei riassumere tutte le evidenze nelle seguenti macro famiglie:

MOTIVAZIONI BUCOLICHE

Il contadino delle piantagioni argentine che viene espropriato del proprio territorio per far spazio alle mucche del pagliaccio. Il contadino si ribella, arriva l’esercito e fa una strage. Bastardi governi filo-multinazionali. Indosserò una maglietta di un rivoluzionario cubano a caso per denunciare il fatto.

MOTIVAZIONI ALIMENTARI

La carne di McDonald’s contiene la merda stessa delle vacche. A conferma di ciò, vedere “Fast Food Nation”. La difesa sostiene che

A lui piace!
A lui piace!

la presenza di questo ingrediente non viola le regole Dukan.

MOTIVAZIONI AMBIENTALISTE

Tutta questa carne prodotta inquina non poco. Ma vogliamo parlare delle auto nelle città, eh?

MOTIVAZIONI SALUTISTE

Provate a mangiare da McDonald’s 8 volte al giorno, indipendentemente dalla voglia che avete: vomiterete circa il 50%, la restante parte danneggerà il vostro stomaco per il 30%, mentre il 20% vi darò un colorito alla Carlo Conti. Il rischio è che Berlusca in preda ad una serata delle sue, dopo una bella tiratina di bamba dal naso, vi scambi per Obama.

Suggerisco la visione di “SuperSizeMe”.

MOTIVAZIONI POLITICHE

Quelli di sinistra del PD non posso andare a mangia… ma che dico, sinistra? PD? Esistono ancora?

MOTIVAZIONI BASATE SU SUPERCAZZOLE

Il cannibalismo dell’avanzata capitalista americana scapellata a destra ci sta creando un problema nel riconoscere le identità, tanto da scambiare un Obama per un uomo pacifico (vedi giuria del Nobel), la Santanchè per una donna, Borghezio per un essere umano.

Per chi non lo conoscesse, lui e' Borghezio. Ed e' venuto bene.
Per chi non lo conoscesse, lui è Borghezio. Ed è venuto bene.

MOTIVAZIONI SINDACALI

Sfruttano in tutto il mondo. Ho sentito dire che in Zambia non danno neanche i ticket restaurant.

MOTIVAZIONI COLLATERALI

Da McDonald’s in poi, è partita la divulgazione dei fast food con conseguente impoverimento dello stile di vita delle famiglie

“Mamma, cosa mi prepari per pranzo? Mangiamo tutti insieme così vi racconto come è andata oggi a scuola?”

“No piccolo bastardo, vai e comprati un fottuto panino da McDonald’s, maledetto il giorno in cui ho copulato con l’imbianchino, adesso sarei una donna libera e non madre! Vattene prima che arrivi quel cornuto di tuo padre!”

“Uh che bello! vado a giocare nella vasca delle palline!”

MOTIVAZIONI GENERALI

Il cliente assiduo di McDonald’s non firma la petizione su internet, non twitta insulti a Formigoni, non condivide su facebook video di Travaglio e non paga per fare l’amore (cit).

Forse il mio boicottaggio nei confronti di McDonald’s è fuori moda ed anacronistico, oltre che, per certi aspetti, illogico.

Ma visto che io sono sempre in ritardo con le tendenze, sarò in ritardo anche in questa: McDonald’s continua a starmi sul cazzo.

Me ne frego di discorsi intavolati sul perché e per come potrei avere torto o ragione.

La verità è che anni di tendenze a giustificare l’operato delle multinazionali con la scusa de “è il mercato” ci hanno reso un po’ più aridi.

Come fai a criticare l’azienda che licenzia? E’ il mercato.

Come fai a criticare l’azienda che inquina? E’ il mercato.

Come fai a criticare l’azienda che sfrutta? E’ il mercato.

Come fai a criticare l’azienda che per sopravvivere spinge il suo fondatore a “scendere in campo” nella politica, fondare un finto partito, lobomotizzare le menti attraverso le TV e la stampa, bloccare la discussione politica per 20 anni, tenere sotto scacco l’opposizione, favorire il sottosviluppo di un sistema-nazione? E’ il mercato.

Ad ogni modo, criticare è fuori moda, io sono fuori moda.

Ma se ad un lavoro in una multinazionale aggiungo una pausa pranzo da McDonald’s, questo sì, che per me vorrà dire essere invecchiato tutto in una volta.

Vorrà dire cedere al pensiero di quegli adulti, nati rivoluzionari, diventati democristiani, che vedono la protesta come un atto giovanile e lontano.

Ognuno ha la religione che si merita
Ognuno ha la religione che si merita

Insomma, se dovessi abbandonare dopo circa 20 anni il mio boicottaggio, potrei diventare come Ferrara (il giornalista o pseudo tale), nato comunista e diventato leccaculo del padrone.

Insomma, potevo scrivere un post di due righe. Oppure potevo anche non scriverlo.

Buon panino a tutti voi, io passo.

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