Perchè restare in Italia… se puoi partire per il Vietnam?

Capita raramente, ma ogni volta che avverto la voglia di urlare al mondo il mio orgoglio nel vivere in una città italiana,

Campioni del Mondo! Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!
Campioni del Mondo! Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!

mi ritrovo, subito dopo, davanti ad un servizio televisivo che distrugge ogni mio fragile entusiasmo. La colpa è dei telecomandi dei televisori di tutta Italia. Molti non lo sanno, ma le grandi multinazionali dell’elettronica hanno fatto accordi segreti con Mediaset: sembra infatti che il colosso delle telecomunicazioni, per risollevare lo share di RETE 4, abbia fatto impostare da tutti i marchi di televisori una funzionalità sconosciuta, detta fast ass”.

La funzionalità in oggetto è semplice: il telecomando, grazie ad una specifica tecnica nascosta, si apposta autonomamente sotto i glutei del proprietario ogni volta che questo si siede sul divano incurante di cosa potrebbe schiacciare. In seguito alla pressione rettale, accende la TV proprio su RETE 4. Il risultato è questa visione:

A me capita sempre. Mi ritrovo a vedere, inconsapevolmente, programmi televisivi basati su personaggi incazzati che affollano gli angoli di qualche piazza che, tenendo in mano bandiere sindacali e/o cartelloni illeggibili, urlano indignati al microfono dell’inviato di turno. L’inviato, facendo fatica ad ascoltare ciò che gli arriva nell’auricolare, pone domande di spessore per incitare il pubblico al vomito pre-cena

Inviato: “Quindi lei cosa vorrebbe dire ai politici in studio?”

Personaggio incazzato: “Che sono tutti dei ladri! Che se si dimezzerebbero lo stipendio e me lo darebbero anche ai noi poveri cristi, io mo’ ci credo che arrivo alla fine del mese, sti branca di ladri e si sono mangiati un paese, mannaggia a loro, e noi paghiamo e io c’ho tre figli da sfamare, e che viene Lei a dare da mangiare a mò figlio eh? Invece stanno lì in parlamento e non fanno niente per noi, pensano solo a loro!”

I contenuti spesso sono originalissimi: la casta politica infame, il lavoro che non c’è più, il governo che non difende la gente comune, l’Italia che va a rotoli.

Il telespettatore, inconsapevolmente, passa da “che film vedrò stasera?” al “quale tipo di acido mi aiuterà a superare questa galoppante depressione?”.

Diciamocelo chiaro: l’Italia oggi è un paese che deprime. Tutte le notizie parlano di crisi: la politica è in crisi, le aziende sono in crisi, il mercato è in crisi, il commercio è in crisi, la formazione è in crisi, l’editoria è in crisi, l’arte è in crisi, il concorso Miss Italia è in crisi, le banche sono in crisi, la programmazione TV è in crisi, il calcio è in crisi, il settore pubblico è in crisi, le produzioni pornografiche sono in crisi, il turismo è in crisi, la mia pazienza è in crisi.

Gli unici pensieri che possono risollevare il morale, sono i seguenti:

– il porno su internet che rimane gratuito

– la Santanchè che litiga con Alfano

– l’addio al mondo della musica da parte dei Gemelli Diversi e di Paola & Chiara

– la possibilità che in futuro anche Gigi D’Alessio possa considerare un addio al mondo della musica

– la speranza, dura a morire, che ritorni “Holly e Benji” in TV

Ogni giorno i media ci tartassano con le statistiche di giovani emigranti che abbandonano il Bel Paese verso lidi più redditizi.

Lettore: “mò basta, mi sto distruggendo le palle a suon di strizze”

Statistiche e scenari di fughe di cervelli e fenomeni di emigrazione sono però condizionati anche da un trend sempre più importante: ci sono giovani italiani che vogliono scoprire altri paesi, che vogliono imparare una nuova lingua, che insomma non vogliono credere che la propria vita vada vissuta sempre nello stesso luogo (di seguito una coppia italiana standard lontana dal concetto di globalizzazione).

Cosa c’è di meglio, quindi, se non prendere un mappamondo e decidere che futuro destinare alla propria vita? Siti come mollotutto.com ,  annosabbatico.it , voglioviverecosi.com invogliano sicuramente alla partenza: gente che condivide la propria scelta di vita, gente che dà delle dritte su come lasciarsi alle spalle temi importanti come la decadenza di Silvio o la conduzione del Festival di Sanremo di quest’anno, gente che incontra gente e si lancia in una vita lontana dai soliti step laurea-lavoro-casa-matrimonio-figli-pensione. Tra le destinazioni scelte ultimamente ho riflettuto sul Vietnam (il perché lo dirò alla fine).

Ecco cosa pensa l’italiano medio oggi del Vietnam:

NO. Non è una nazione in guerra. Il ta – ta – ta – ta di Gianni Morandi si riferisce ad un’altra era.

SI’, può esserci gnocca. Questa cosa di credere che le gnocche siano solo nel nord e nell’est Europa è un po’ passata di moda.

A dimostrazione di ciò, strapperò i biglietti a/r dei prossimi 5 week end a Tallinn. Cioè, lo avrei fatto, ma me li ha regalati un amico di un amico…

– E’ parecchio lontano. Un po’ come andare in Australia (l’Australia, nella mente dell’italiano medio, rappresenta il paese lontano lontano)

Tipica ragazza della tenda accanto.
Tipica ragazza vietnamita della capanna accanto.

SI’ e NO. C’è povertà, ma anche grande spazio per crescere.

SI’ e NO, la vita è più o meno sicura, dipende da cosa fai e dove lo fai

Lettore: “Eh, ma in Italia è più sicuro vivere…”

Ciambelle: “Certo. Prova ad andare nel quartire Barona di Milano, agita il tuo iPhone 5 e aspetta 3 minuti. Io ti vengo a prendere in ospedale un’oretta dopo, così ci mangiamo una pizza.”

SI’, esistono le case, le strade, la tecnologia. Non vivono nelle capanne. Il Vietnam insomma oggi è visto come la Cina e l’India di 15 anni fa, nazione in crescita, preda di multinazionali, governo tollerante nei confronti degli investimenti stranieri, con la caratteristica originale di avere ancora soldati americani che cercano di uscire dalle giungle dal 1970.

– Si narra che negli uffici vietnamiti gli impiegati appendano a muro le cartoline di Quarto Oggiaro

In definitiva: l’Italia ti sta stretta? La crisi ti ha stancato? Pensi di poter vivere anche senza gli appelli di Napolitano? Fai un pensierino sul Vietnam.

Cosa ci guadagno io? Perché tutta questa pubblicità agli asiatici? Adesso vi dico il perché.

Un mio caro amico ha deciso di trasferirsi in Vietnam.

Ci lascia così, soli nel fare gli italiani in Italia, che è una delle attività peggiori che l’essere umano abbia mai concepito. E anche se merita di farsi una bella esperienza in solitaria, io, se non si fosse capito, sono alla ricerca di qualcuno/a che possa evitare di fargli prendere qualche brutta strada, che ne so, tipo che me lo ritrovo con 4 bambini da sfamare e con l’animo buddista: sarebbe davvero un errore scontato.

Buon viaggio FEDERICO C., ogni volta che vedrò gli interventi dalla piazza di Rete 4 ti penserò, lontano, a sparare (cazzate) ai Viet Cong!

PS: Questo post nasce da una promessa fatta dopo quattro rum&cola. Attenti, perché alla prossima sbronza potrei promettere di scrivere una cosa come questa:

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