Vecchi che cantano, giovani che ignorano

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“Nonno, ti piace questa canzone?”

Gli occhi sono castani, innocenti, incosciamente tristi.

“Cristina, smettila di impressionarti davanti alla TV, certi esempi non ti fanno bene”.

“Ma io sono stanca! Io voglio capire cos’è la musica!

“Spegni il chip GoogleTV strofinando il pollice, abbiamo trovato solo quattro pomodori sani, continuiamo a cercare”.

Il campo di San Babila in quella che era Milano è un punto solitamente buono per la ricerca di alimenti non ancora intaccati dal virus HGW, scoperto nel 2060.

“Prendi quella che sembra erbaccia, magari è cicoria”

“Nonno, ma tu da piccolo cosa ascoltavi? I lamentatori tecnologici?”

“No, quelli sono nati nel 2040, dalla fusione tra i radical chic hypster indie e gli sperimentatori metal tecno. Ai miei tempi non c’era granché. Chi suonava uno strumento solitamente amava ascoltare musica del 1970, come i Deep Purple e i Led Zeppelin, o qualcosa dei decenni dopo, come i Queen o i Nirvana. Era musica suonata con strumenti in legno, corde in nylon,  pelli di plastica, amplificata da casse alimentate con l’energia elettrica.”

“Strumenti in legno? Sprecavano il legno per fare musica? E come si riscaldavano?”

“Ai miei tempi tutte le case, o quasi, avevano riscaldamento. Poi arrivò la crisi, la terza guerra mondiale, l’IMU per i termosifoni. Fu così che vivere al caldo divenne cosa da ricchi”.

“Ma c’erano anche ai tuoi tempi Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, Renato Zero, Tiziano Ferro, i Negramaro, Laura Pausini, Fiorella Mannoia e poi chi altro… Max Pezzali, Antonello Venditti, Vasco e Ligabue?”

“Purtroppo sì. Ai miei tempi erano già vecchi. Devi immaginarti che quando ero piccolo come te, stiamo parlando degli anni 1990/2000, loro erano già sulla cresta dell’onda. Qualcuno di loro, a corto di idee, iniziò pure a plagiare le canzoni dal suo stesso repertorio storico.”

“E poi perché dopo di loro nessuno volle più fare musica?”

“No Cristina, non è proprio così. Tantissimi continuarono a fare musica, solo che non vennero ascoltati. Si istituì il Comando Centrale di Ascolto (CCA), nato dalle costole della SIAE con la fusione delle poche case discografiche non fallite. Il direttivo di questo ente iniziò a decidere cosa dovevamo ascoltare, cosa no. Tutti i nuovi cantautori, cantanti, band che sperimentavano e scrivevano nuova musica, dovettero passare dal controllo della CCA. Gli artisti che avrebbero potuto dare fastidio ai cantanti storici, vennero espulsi e mandati ai lavori forzati in Calabria, a costruire la Salerno – Reggio Calabria di giorno, a smantellarla di notte”.

Quindi quella strada non si completò mai!”

“Esattamente. Ma il governo appena insediato ha promesso che sarà completata entro il 2090.”

“E gli artisti scelti?”

“Li mandarono nei reality show come Survivor in the Moon, o Cucine con Colonne Musicali da Incubo. Da lì, godettero del successo per 1 anno e 3 mesi, per poi fare posto a quelli che sarebbero arrivati dopo”.

“Ma quindi una volta chiunque poteva  scrivere canzoni?”

“Sì, non era un reato far ascoltare nuova musica”

“Ma a me Gianna Nannini piace!”

“Piccolina, crescendo capirai che non è Gianna Nannini reale. E’ un robot che GoogleMusic ha creato con la sua voce e le sue sembianze. Le sue canzoni sono i risultati di combinazioni matematiche di strofe e ritornelli del suo vecchio repertorio, di quando era in vita. Hanno calcolato che, con  un album all’anno, potrà essere sul mercato fino al 2150.”

“Ai tuoi tempi era viva?”

“Ai miei tempi era già “vecchia” nel panorama musicale, ma puntualmente me la ritrovavo, insieme a tutti i nomi che hai elencato prima, nelle manifestazioni commerciali, tipo il Wind Music Awards. Fu lì, intorno al 2013, che capimmo che per il nuovo non esisteva più nulla.”

“Veramente?”

“Guarda, c’erano già segnali inequivocabili. Ti passo via bluetooth sul tuo chip mentale questo video, vai direttamente al minuto 4:20”

[youtube=http://youtu.be/cREurTzdIFg?t=4m10s]

“Ma c’era una folla che urlava per lei!”

“Erano urla registrate”

“Anche Vasco era vivo ai tuoi tempi?”

“No, lui era già morto. In quel periodo si provò a rendere credibile la sua figura attraverso frasi sconnesse su Facebook e clip video dove una voce simile doppiava un bambolotto con una sigaretta in bocca”.

“Ahahah, il bambolotto. Immagino che anche Max Pezzali fosse un bambolotto, vero?”

“No, peggio, lui era vero, ingrassato e senza capelli. Dal vivo appiccicava una tavoletta tecnologica per i testi, chiamata Tablet, all’asta del microfono, mentre vestiva come un 18enne a quasi 50 anni.”

“Ma dai nonno, non mi prendere in giro! Non è vero”

“Ti passo quest’altro video storico, accetta il file”

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=k1OC9qJdQTc]

“Ma quindi, è dai tuoi tempi che ascoltiamo sempre gli stessi artisti, anche se sono morti?”

“Praticamente sì‘”

“Nonno, io voglio ascoltare gente viva. Mi canti una canzone?”

“Piccola mia, sotto le macerie del cavalcavia Serra dovrebbe ancora esserci la mia chitarra intatta. Ma dobbiamo farlo lontano dalle guardie, altrimenti mi arrestano. Ti canterò qualcosa che non ti hanno mai consentito di ascoltare“.

I suoi occhi si illuminarono.

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