Nuova Repubblica, Nuovo Nemico

1391254732-tv-ales

E’ arrivato il momento di farsi dei nemici sul web. Preparo la corazza.

“Io amo questo paese, sarei disposto a morire per l’Italia”

Badate bene, non è una citazione di uno scrittore qualunque del Risorgimento Italiano, no: è una frase detta a Servizio Pubblico, la trasmissione di Santoro. Una frase seguita da scroscianti applausi di un pubblico eccitato dall’idea di sentire parole anti-casta da un cittadino dalla faccia semplice e nuova.

Normalmente una frase del genere, pronunciata da un Fassino qualunque, rimedierebbe pernacchie e insulti, oltre alle grasse risate di Fassino stesso.

Detta da uno che fino ad un anno fa non esisteva nemmeno tra i media italiani, un certo Di Battista, provoca entusiasmo.

Capiamo insieme perché, ma prima di continuare, butto lì la mia scommessa: questo Di Battista sarà il prossimo Presidente del Consiglio. Ed è per questo che oggi sono molto preoccupato.

Quote SNAI sul prossimo Premier

Matteo Renzi – 2,1

Angelino Alfano – 2,9

Marina Berlusconi – 3,2

Clarance Seedorf – 4,0

Gerry Scotti – 5,3

Alessandro Di Battista – 6,1

CiambelleSuMarte – 6,9

RADICI DI UN FENOMENO

Siamo nel periodo del primo boom di Youtube: a molti sembrerà decine di anni fa, in realtà stiamo parlando degli anni 2006-2008. Il peer to peer di Napster è un ricordo lontano, Torrent si fa largo tra i web-pirati e gli italiani, oltre a scaricare tonnellate di porno e discografie zippate, iniziano a vedere sui monitor dei loro PC gli spettacoli di Beppe Grillo, il comico censurato dalla TV e quindi ancora più “attraente”.

Grillo e la sua fede nel web prima di conoscere Casaleggio
Grillo e la sua fede nel web prima di conoscere Casaleggio

Ricordo ancora la convinzione con cui, dopo aver visto due ore di spettacolo, credevo di esser venuto a conoscenza di fatti “nascosti” dai media tradizionali: l’incapacità di Tronchetti Provera (tronchetto della felicità); la “Mappa del potere” dei consigli di amministrazioni delle aziende quotate in borsa; le telefonate con “Skype” e il furto delle aziende di telecomunicazioni; l’anticipazione del crac della Parmalat; la “Biowashball” (una sòla pazzesca); il Signoraggio bancario; il perché del proibizionismo della marijuana; lo sfottò ai partiti incapaci di avere una visione moderna in linea con il mondo che cambiava (da lì le tematiche del WI FI, la lotta al digitale terrestre, il principio dell’informazione autonoma su internet).

Personalmente, dopo ogni video di Beppe, avevo gli occhi ballonzolanti un po’ come nei cartoni animati giapponesi: luccicanti ed emozionati.

A tavola con i miei familiari, al bar con gli amici, non facevo altro che parlare di ciò che Beppe mi aveva rivelato.
Lentamente, il mio essere “di parte” riguardo alla politica italiana, stava morendo. Perché dovrei appoggiare un partito, se Beppe mi ha dimostrato che è pieno di ladri e di gente incapace?
Come potevo professarmi di sinistra, se a sinistra c’era gente del calibro di Rutelli (Mr. “Plis, visit Italy”) e Fassino? E di destra, con Silvio e Tremonti?
Diventava sempre più frequente il “tanto sono tutti uguali”. Faticavo a difendere i politici rappresentanti del mio colore politico, perché in fondo lo sapevo, Berlusconi a parte (diavolo indifendibile), tutti gli altri erano incapaci, corrotti, direi inutili per le sorti del paese.

Gli spezzoni degli spettacoli venivano sempre più condivisi nelle bacheche dei social network e le visualizzazioni di questi video andavano crescendo.
Non mi vergogno a dire che penso di aver visto tutti gli spezzoni di Beppe Grillo caricati su Youtube per almeno due-tre anni.

Contemporaneamente, il suo blog, con gli aggiornamenti quotidiani (scoprì solo dopo che l’aggiornamento quotidiano è la prima regola che Casaleggio rivela ai suoi clienti, così come confessò Antonio Di Pietro), incalzava la mia curiosità: Beppe (e Casaleggio junior, autore di molti post) erano bravissimi a toccare temi importanti, spesso evitando di cavalcare l’argomento del giorno.

Esempio: i TG parlano del cucù di Berlusconi alla Merkel? Lui ti posta un articolo sulle Far Oer e il massacro delle balene.

Pian piano quindi, il blog riuscì ad imporsi come mezzo di informazione alternativo ai quotidiani online, spesso colpevoli di troppa superficialità nel dare notizie senza mai approfondire e soprattutto “additati” nell’essere troppo vicini a quello o quell’altro schieramento.

NB: Il Giornale e Libero non fanno testo. Sto parlando di giornalisti.

Chi vi parla è quindi uno che, più o meno palesemente, è stato fan di Grillo durante la prima fase del suo boom.

UNIRE I PUNTINI

Durante la fase della mia pubertà, tra un Postalmarket ed un altro, mi rilassavo tentando di finire qualche giochino della Settimana Enigmistica. Uno dei pochi a darmi soddisfazione era “Unire i puntini”, anche perché sono sempre stato una schiappa con i cruciverba.

Amo unire i puntini...
Amo unire i puntini…

Mi è venuto in mente questo gioco quando su LA7, ho assistito all’intervista di Di Battista. E’ come se ad un certo punto mi fossi svegliato dall’angoscia del venerdì passato davanti alla Bignardi e ricordi vicini e lontani avessero assunto una nuova veste. Ho iniziato ad unire i puntini:

Beppe Grillo che si candida alle primarie del PD del 2009, sapendo che non lo accetteranno

– il vellutato e consapevole aiuto da parte di Santoro (unico a mandare in onda filmati interi con gli sproloqui anti-casta di Grillo)

– il rifiuto all’appoggio del governo Bersani

– la scelta di proibire la partecipazione dei “cittadini del M5S” ai talk show televisivi

– il VDAY2 incentrato sul tema del finanziamento all’editoria, con annessa la gogna di tutti i giornalisti, belli e brutti, pagati dalle testate giornalistiche

– il dribbling, costante e preciso, che Grillo riesce a fare ogni qualvolta si parla di Portale per le decisioni. La sua risposta è “Il portale c’è, è in costruzione da due anni”. Riprenderemo questo punto più avanti.

– la scelta di mandare solo adesso, previa selezione, esponenti del M5S come ospiti in trasmissioni televisive “opportune”, cioè Santoro (con la sicurezza di un trattamento agevolato, senza possibilità di contraddittorio) e Le Invasioni Barbariche, salotto televisivo seguitissimo dal target di persone dal parere politico “mutevole” (tanto è vero che i politici di tutti gli schieramenti fanno la fila per farsi intervistare dalla Bignardi).

Adesso prendiamo una matita ed iniziamo ad unirli, questi benedetti puntini.

Il mantra del “con il web si può tutto” è assolutamente vero se, e solo se, parallelamente qualcuno ti lascia la porta aperta in TV. Questo qualcuno non può essere un conservatore (Bruno Vespa?), ci vuole uno che venga riconosciuto dal pubblico più attento e riformista: chi meglio di Santoro?

Santoro settimanalmente tiene vivo il cordone ombelicale tra la fascia degli indecisi ex di sinistra e Grillo.

E veniamo al secondo punto: perché Grillo si rivolge all’elettorato di sinistra?
La sua candidatura alle primarie del partito, la scelta di Santoro, la corte a/di Travaglio (giornalista liberale, ma amato solo da quelli di sinistra) e adesso la partecipazione ai talk show di LA7, rete televisiva che non fa sconti a Berlusconi.
Come mai? Non sarebbe stato più intelligente mirare ai berlusconiani, che gira e rigira sono sempre tanti in periodo di elezioni?

La risposta che vi propongo è la seguente: Berlusconi è in declino. Lo so, ce lo siamo detti tante volte, ma questa volta gli italiani hanno un nuovo populismo concreto da leccare: Grillo.
Le ingioiellate signore di una certa età disposte a prendere pullman per il solito comizio di Silvio sono sempre meno e questo Grillo lo sa bene.
In più a sinistra è nato Renzi, il nuovo paladino del risorgimento targato Amici di Maria de Filippi che, in quanto a faccia di culo e dialettica, non ha nulla da invidiare al più sorridente Berlusconi d’inizio carriera politica

1994: “L’Italia è il paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti…”

disse Silvio, lubrificando il preservativo per l’atto anale.

Si profila quindi un centro sinistra in grado di vincere, con i voti dei fedelissimi di partito (a loro malincuore), dei tipi in camicia bianca che utilizzano inglesismi alla cazzo di cane (detti renziani) e di tutta quell’ala moderata che scappa dalla zattera Mediaset prima che affondi.

Renziano, durante un’aperitivo, che cerca di far colpo su una stagista:

“Un Governo cool e’ un Governo che affronta la spending review con un jobs act spinto e un buon fiscal compact” 

Visto questo scenario, sicuramente anticipato dallo stratega Casaleggio, si capisce come sarebbe stato controproducente per il M5S una partecipazione al governo di Bersani: in questo modo, da fotografi di apriscatole e commentatori di Facebook, i “cittadini a 5 stelle” si sarebbero ritrovati a dover decidere, a proporre, a metterci la faccia.

E in Italia, chiunque ci metta la faccia viene criticato dopo poco. Un rischio che il duo Casaleggio&Grillo sa benissimo di dover evitare.

Risposta del grillino tipico: “Noi in questi mesi abbiamo proposto disegni di legge! Abbiamo fatto vera opposizione e la stampa ci ha descritto come nullafacenti in grado solo di polemizzare sugli scontrini! Meditate gente meditate!”

Vero. Cittadino caro, peccato che se vuoi fare politica, devi saper fare politica. Non puoi rinfacciare al tuo 31% di voti che stai comunque lottando per il bene del paese, quando mesi fa ti è stata offerta la possibilità di incidere sul governo e l’hai rifiutata, mandando, davanti ad uno streaming penoso, il CiccioBombo Crimi e la nostalgica fascista Lombardi a deridere Bersani.

Non so perché, ma tutto questo sembra abbia le vesti di una strategia. Pensandoci bene, Casaleggio non sembra uno avventato. Lui fa tutto strategicamente. Fa business strategicamente. Compare in pubblico strategicamente. L’unica cosa fuori dal suo controllo strategico sembra essere solo la capigliatura. Guarda un po’: non è che l’ex candidato di Forza Italia al Comune di Settimo Vittone (sto parlando sempre di Casaleggio, eh) sta pensando alla più vecchia delle strategie di conquiste antidemocratiche? Quanto più una nazione sarà affamata,tanto più sarà  facile da conquistare.

Gli attacchi volgari, le lotte “fisiche” in Parlamento, il divieto assoluto di negoziare con altre forze politiche, non possono quindi essere considerate misure per “il bene del Paese”, ma sembrano essere tutte mosse premeditate.

E se questa stronzata che ho appena scritto fosse vera?

Quando Di Battista, con la vocina emozionata, in collegamento con uno studio televisivo silenzioso e pronto all’ennesimo applauso, dice “Io amo questo paese, sarei disposto a morire per l’Italia”, non fa altro che illudere milioni di italiani. Questi che non aspettano altro che un nuovo salvatore della Patria, così potranno serenamente pensare alla Serie A e alle fiction della Rai: peccato che nel frattempo dovranno subire le decisioni di un Governo nato dal rifiuto proprio dei 5 Stelle a cooperare.

Art. 1 della Costituzione Italiana: “L’Italia è una Repubblica fondata sulle fiction di Beppe Fiorello”

Io ti metto nelle condizioni di stare male, ma al tempo stesso ti dico che sono l’unico ad avere la medicina: questa è la strategia alla base di qualunque dittatura.

IL PORTALE DELLE FANTASIE

Immaginate di avere uno spazio sul web dove, mettendo il vostro codice fiscale, in qualità di cittadini dovrete esprimervi su temi locali e nazionali: “Favorevole o contrario alla rotonda in via Grassi?” “Favorevole o contrario all’inceneritore nella tua città?” “Favorevole o contrario alla manovra finanziaria, come da punti 6.1 e 4.3bis del decreto del 3-4-2040?”

Ecco cosa potrebbe succedere se facciamo parlare tutti su tutto
Ecco cosa potrebbe succedere se facessimo parlare tutti su tutto

Come potete immaginare, la visione di Casaleggio è interessante, ma sicuramente futuristica e complessa.

Parlare di democrazia dal basso vuol dire che ogni cittadino dovrà  essere:

informato correttamente da piu’ fonti e piu’ punti di vista sulla stessa tematica

motivato nel reperire l’informazione

attento e diligente nello studio delle cause e degli effetti di ogni decisione

Quello che ci chiede Casaleggio è quindi un futuro dove nessuno fa più il fornaio, l’impiegato, l’imbianchino, ma dove tutti sono connessi ad internet cercando di capire come votare ogni singola legge e direttiva. Insomma, il lavoro che dovrebbe fare un politico, diventerebbe la mansione ordinaria di qualsiasi cittadino.

Per arrivare a raggiungere questa “vision”, il primo passo, oggi, attuabile, è il Portale del Movimento.

A lungo la base dei 5 Stelle ne ha chiesto la nascita: Grillo, dal canto suo, dice che ci stanno lavorando da 2 anni (chi? con quali soldi? chi lo certifica? chi si occuperà della privacy dei dati e delle votazioni? Sarà quindi privato? Inutile dirvi che non avrete mai risposte a queste domande).

Ora, detto che se la Casaleggio Associati rispondesse così ad un cliente che richiede un portale web, fallirebbe all’istante, io mi chiedo: ma Grillo e Casaleggio, sono stupidi?

La creazione di un portale che indirizzi tutto il flusso di “click” da beppegrillo.it ad un’altra pagina (che per rispetto morale dovrebbe essere esente da pubblicità e banner), è una follia.

Andate sulla pagina Facebook di Grillo e noterete subito che:

– per ogni post c’è sempre un collegamento al blog di Grillo

– ogni post, subito dopo il link al collegamento di Grillo, ha una “call to action”, che in Renziano vuol dire “ti invito a fare qualcosa”. Frasi come “Condividete!” “Fate girare!” “Diffondente!” “Massima diffusione!” “Leggete qua!” “Informate!”. Manca Giorgio Mastrota nel convincervi che avrete un materasso in omaggio, per il resto, la dialettica da venditore di Folletto c’è tutta.

– una volta atterrati sul blog di Grillo, farete fatica a focalizzare subito dove leggere l’articolo, perché la pagina sarà  tempestata di banner pubblicitari.

Praticamente: ogni click rappresenta un soldino che entra nelle casse della Casaleggio Associati. Nessuna azienda creerebbe una pagina alternativa ad un sito web che oggi vanta milioni di visite giornaliere, tranne se la nuova pagina sarà  in grado di assicurare più profitti dell’attuale. Risultato?

Il Portale dei 5 stelle, se mai esisterà, sarà  strutturato per garantire uguali o maggiori entrate del beppegrillo.it alla Casaleggio Associati.

E il cittadino, cosa ci guadagna? L’illusione di essere parte di un sistema decisionale.

La Famiglia Pig che si forma un'opinione sulla TAV
La Famiglia Pig che si forma un’opinione sulla TAV

E tutto questo avviene mentre Grillo lancia la moda dell’abolizione delle Province, la diminuzione dei Parlamentari, l’annullamento di una Camera in Parlamento: in parole povere, la diminuzione della rappresentanza del singolo voto del cittadino. Meno rappresentanti, meno varrà il mio singolo voto (matematica eh!).

L’APPROCCIO AL GIORNALISMO

La differenza tra una nazione libera e una nazione sotto dittatura è la libertà di poter dire e scrivere che qualcuno mi sta sul cazzo.

Anche io, pacifista convinto, davanti ad una come la Santanchè, fatico tantissimo ad accettare il fatto che lei possa esprimersi liberamente.

Per anni ci siamo raccontati che l’Italia è pessima dal punto di vista della libertà di informazione. Effettivamente è difficile affermare il contrario, quando hai avuto un Premier proprietario della stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione sul territorio.

Dal VDAY2 in avanti, la tattica di Grillo&Casaleggio è stata quella di svuotare la credibilità di qualsiasi giornalista che non appoggi il Movimento. La tecnica è semplice, a tratti anche troppo banale: se un giornalista è dipendente di una testata, scriverà sempre ciò che piace all’editore. L’editore, visto che riceve finanziamenti pubblici, starà ben attento a non far arrabbiare troppo chi potrebbe, da un giorno all’altro, tagliargli i finanziamenti. Conclusioni: il giornalista scriverà sempre in malafede contro il M5S.

Questa affermazione ha senso, ma è LIMITATA.
Non si tiene conto del fatto che un giornalista possa SINCERAMENTE vedere del marcio sul Movimento e sul modus operandi di Grillo&Grillini.

Reazione grillina ad uno scrittore che avanza dubbi sul Movimento
Reazione grillina ad uno scrittore che avanza dubbi sul Movimento

Se tutti i giornalisti che scrivono contro Grillo subiscono la gogna pubblica, come faccio a riconoscere quello che, libero intellettualmente, ha una visione diversa da Casaleggio?

Stesso identico principio sul dissenso sul web: se tutti quelli che commentano negativamente i post di Grillo sono “troll” manovrati dal PD, come faccio a riconoscere il “cittadino” che sta esprimendo un parere contrario?

L’informazione è un bene per la nazione. Se esistono dei finanziamenti all’editoria, è per far sì che l’editoria non sia solo schiava del capitalismo, ma che anzi, vada oltre.

Faccio un esempio: se l’azienda XYZ licenzia 1000 dipendenti, è una notizia. Ma se l’azienda XYZ ricopre di pubblicità il quotidiano e rappresenta la principale forma di finanziamento della testata, il giornalista, dipendente del quotidiano, ci penserà più di una volta prima di scrivere un articolo scomodo che rovini la visibilità dell’azienda. Questo succede tutti i giorni. Un principio sacrosanto della democrazia è la libertà di stampa, basandosi sul fatto che tu, giornale che fornisce informazione ai cittadini, sia indipendente dagli investimenti massicci di una o dell’altra azienda.

Ricapitolando: il giornale offre spazi pubblicitari e vende copie (differenziazione dei ricavi) e in più prende un finanziamento dallo Stato, per poter parlare liberamente anche dei licenziamenti della azienda XYZ.

Grillo non accetta tutto questo e, prendendo un pugno di sabbia da gettare sugli occhi dei suoi adepti, fa incazzare i simpatizzanti del movimento.

E’ con questo atteggiamento che ci si ritrova in piazza ad applaudire un infame che, sul palco e con il microfono in mano, si permette di allontanare un cameraman che quella domenica avrebbe preferito sicuramente stare a casa con la famiglia, invece di fare trasferte per pochi euro.

E’ anche così, mettendo tutti gli oppositori sotto la stessa luce, che nasce una dittatura.

L’IDEOLOGIA DELLA MORTE DELLE IDEOLOGIE

Ci sei ancora? Non mi hai già mandato a cagare? Bene. Parliamo di ideologie.

Questa sintesi mi sembra lampante: se mi dici che tutte le ideologie (destra/sinistra) sono MORTE, allora mi stai convincendo che il tuo pensiero è l’unico giusto.

Se non la chiami “nuova ideologia”, permettimi allora di chiamarlo PENSIERO UNICO.

Se tutti i politici sono corrotti, se tutti i partiti sono morti, se tutti i giornalisti sono venduti, se tutte le amministrazioni sono incapaci, caro Grillino, chi è che allora non è corrotto, è vivo, non è venduto ed è capace?

Prima di affermare frasi del genere io vorrei capire:

– cosa ne facciamo di tutti quei politici (nazionali, regionali, locali) che non hanno mai avuto problemi con la legge?

– cosa ne facciamo dei giornalisti che onorano la loro professione pur percependo pagamenti da un editore?

– cosa ne facciamo di quelle amministrazioni che hanno gestito città portando a casa risultati tangibili?

Se si pensa che tutte le ideologie siano morte, allora si sta creando l’ideologia che si basa sull’assenza di ideologia?

Smetterla di drogarmi. Segnato.

Il problema è che affermando che tutto nel mondo della politica è marcio, ma “i cittadini” sono puliti, si rischia di vincere facile.

Prendete un microfono, un palco ed una piazza. Spiegate in maniera dettagliata come uscire dalla crisi economica, i rapporti con l’UE, il rilancio delle piccole-medie imprese, la posizione dei lavoratori.
Dopo una mezz’oretta circa la piazza si sarà svuotata.

Adesso cambiate registro e iniziate a dire robe che:

– i politici sono tutti ladri

– non arriviamo alla fine del mese mentre questi si puppano 20000 euro al mese

– dobbiamo fare la rivoluzione (contro chi? contro “loro”!)

Scommetto che gli applausi saranno spontanei.

BOM CI BOM CI BOM BOM BOM! Ti piace vincere facile? Peccato che così va avanti IL VUOTO.

Abbiamo già avuto un tizio che parlava alla pancia degli italiani: il rischio è che abbassandosi poco alla volta, si finisce col parlare ai coglioni.

DI BATTISTA E I SUOI FAN

alessandro-di-battista

Guardatelo. Classico bravo ragazzo, dialettica pronta e spinta, sorrisino dolce ma al tempo stesso amaro, come chi sta soffrendo questo periodo “per il paese”.
Non ha voglia di parlare di gossip. Si fa invitare da trasmissioni che gli garantiscono l’assenza di contraddittorio (se non quello del conduttore/intervistatore).

Viene accusato da Augias (intervistato subito dopo) di eccessivo semplicismo. Come potergli dare torto? Analizziamo le sue parole.

“Sono state giornate complesse. Hanno regalato 7 miliardi alle banche, anche soldi tuoi (riferito alla Bignardi)”.

Questa affermazione è pura demagogia. Non ha uno straccio di prova per dire che 7 miliardi di soldi pubblici sono stati regalati alle banche. Si è preso l’applauso ed è passato per difensore della nazione, contro i cattivi (generici).
(link suggerito per approfondire http://www.newnomics.it/2014/01/30/il-decreto-bankitalia-dati-oggettivi-e-propaganda/ )

“Mi sono lasciato andare ad episodi un po’ troppo forti, dei quali ne vado orglioso, onestamente”, salvo poi dire più avanti “Abbiamo esagerato, chiedo scusa a nome del movimento”.
Eh no, caro Di Battista. Non puoi praticare il politically correct da un lato e allo stesso tempo tenerti buona la frangia più incazzata di chi ti sta ascoltando. Questa è pura tecnica berlusconiana, che si proponeva come paladino dell’imprenditoria italiana, ma usava slogan come “Presidente Operaio” degno del miglior Lula brasiliano. Prendi posizione: avete fatto una cazzata squadrista oppure no, quel giorno alla Camera dei Deputati?

Lotta in Parlamento
Lotta in Parlamento

“Sono persone che non hanno la possibilità e l’indipendenza al ragionamento” (parlando dell’Onorevole Speranza del PD).
Fammi capire: quante volte Di Battista è andato contro la direzione di Grillo e Casaleggio? E’ sempre ma proprio sempre d’accordo? Che cos’ha, un cervello clonato, o forse anche lui non ha “la possibilità e l’indipendenza al ragionamento”?
Ci dica quante volte è andato contro Grillo. Tutti noi siamo favorevoli ad una parte politica, ma non vuol dire che ne accettiamo il 100% delle decisioni.

“Io devo valutare un parlamentare anche in base a cosa conosce e come si comporta nelle commissioni”
Ok, raccontami allora la fregnaccia della politica non come professione, del massimo due mandati per parlamentare…

Domanda della Bignardi che incalza Di Battista sulla legge elettorale: “Perché non l’avete fatta voi con Renzi? Lui l’ha chiesto prima a voi”

“Noi abbiamo depositato un progetto di legge elettorale circa 2 mesi fa. Nessun giornalista ne ha mai parlato!”
E quindi? Questo cosa c’entra con il fatto di mettersi d’accordo con Renzi per creare una nuova legge elettorale? Risposta che non è una risposta.

“Certo, è bello il compromesso. Ma nel momento in cui in quel Parlamento c’è, perché c’è, anche LA MAFIA, compromettersi con quel sistema vuol dire suicidarsi”.
Ok. Chi sa e non parla, proprio come detto da Di Battista nella stessa intervista a proposito di Cuperlo, è ugualmente colluso con i colpevoli.
Di Battista, se tu hai le prove che la mafia è in Parlamento, parli e fai nomi. Altrimenti, secondo la tua logica (strappa-applausi) anche tu sei un colluso con la mafia. Siccome non hai fatto nomi, ne deduco che sei Mafioso.

CONCLUSIONI

Avrei potuto postare il discorso di Hitler del 1932, dove incolpa tutti i partiti e si presenta come nuovo sistema contro la vecchia politica.

Non lo farò.

Penso sinceramente che oggi il M5S abbia un patrimonio importante di gente che veramente vuole cambiare lo stato delle cose. Penso che l’esistenza stessa del M5S sia colpa dei D’Alema e dei Fini che hanno piu’ volte deluso il proprio elettorato, prima facendolo sentire indifeso, poi non facendolo sentire rappresentato, alla fine prendendolo per il culo.

In uno scenario dove il M5S si propone come un’unica alternativa non disposta al dialogo, con un possibile seguito inaspettato, il pericolo che gli italiani facciano quello che hanno già dimostrato di saper fare negli anni 20 è dietro l’angolo.

1601383_205874969611682_1180955105_n

Comments

comments

14 pensieri su “Nuova Repubblica, Nuovo Nemico

  1. L’articolo è scritto molto bene, però parlare male del movimento 5 stelle è piuttosto semplice: conoscendo infatti il significato di poche parole (demagogia, pancia, democrazia rappresentativa), creare un articolo che sveli le contraddizioni di un movimento composto principalmente da ignoranti ed estremisti è cosa di poco conto.
    Il problema è che di Grillo se ne parla in termini che non scalfiscono minimamente la fiducia degli elettori 5stelle, ma che al contrario compiacciono quelli che già lo guardano in modo critico e sanno che la sua politica non conduce a nulla. Ciò dicendo, non voglio minimamente sminuire il tuo post, però è una cosa che volevo far presente, in modo da capire se solo io penso in questo modo.
    Ciao : )

    1. No, non sei l’unico a pensarla cosi’. Grillo si nutre del caos mediatico, lo crea, se ne approfitta. Dal caos, aumenta il rifiuto di chi non lo vuole seguire, si rafforza il credo dei suoi sostenitori e pian piano si guadagna, parere dopo parere, una nuova fetta elettorale tra gli indecisi. Ritengo che attualmente comunicare con un grillino convinto sia molto difficile, se non altro perche’ questi sono tempi in cui il m5s si sta realmente affermando. Rispondendoti, non credo (e non ne avevo l’intenzione) di poter convincere anche un solo grillino realmente fedele al movimento. Ritengo pero’ che sia un danno non parlarne, se si ha qualcosa da dire. Ecco, mi piacerebbe ad esempio ricevere qualche risposta su alcuni quesiti che ho sollevato. Vedremo. Intanto grazie, ciao!

  2. Bella analisi (specie nella parte in cui si descrive il busines model dei “click-to”). Però un accennno al beppe pensiero su multinazionali e tutela della piccola imprenditoria l’avrei fatto, magari citando il fatto che il blog gira parecchio intorno ad Amazon (e-commerce platform) e società di servizi collegate (per il cloud documentale ad esempio – https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/materiali-bg/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf)

    1. Apri un bel vaso di pandora. Nello scrivere questo post ho avuto molta paura, perche’ piu’ ci si addentra in determinati temi, piu’ bisogna avere prove e fonti. Su alcuni aspetti, soprattutto sulle connessioni di business ancora poco chiare, sono rimasto volutamente superficiale. E poi gia’ in diversi mi hanno colpevolizzato di essere troppo prolisso 🙂 Grazie cmq della segnalazione!

  3. Bellissimo articolo, davvero.
    Ci sono alcune cose che andrebbero approfondite, tipo
    – E’ giusto reputare Grillo & Casaleggio come dei maghi della comunicazione di massa? Io ho dei profondi dubbi su questo. Sono convinto che se avessero usato meno parolacce e un tono più quieto, mutatis mutandis oggi il M5S avrebbe almeno il 10% in più di consensi.
    – Il fatto che il Blog di Grillo abbia degli introiti pubblicitari è davvero una cosa così ingiusta ed eclatante? Secondo me no, se i parlamentari del Movimento rinunciano a gran parte dei propri stipendi. In fin dei conti le tasse che paghiamo vanno a loro non al blog di Beppe Grillo.
    – E’ sbagliato parlar male dei politici e dei giornalisti? Generalizzare è sempre sbagliato, ma ricordiamoci che qui la missione è sconquassare un sistema maligno e complesso che unisce da decenni politica e media. In un contesto del genere il boicottaggio è l’unico strumento legale a disposizione di un libero cittadino (vedi Grillo che allontana le telecamere Rai).
    Aggiungerei tanti altri punti e parole ma andrei davvero troppo per le lunghe.
    Aggiungo solo che se oggi ci fosse un’elezione si può dedurre che l’autore dell’articolo non andrebbe a votare perché non sembra essere rappresentato da nessuna delle maggiori forze politiche del paese. Se invece decidesse di votare dovrà fare una scelta.
    La scelta si potrebbe fare attraverso un esercizio di questo tipo: proviamo a scrivere un articolo come quello che abbiamo appena letto anche per PD e PDL e poi li confrontiamo.
    Non so cosa ne potrebbe uscire fuori. L’unica sicurezza che ho è che una gran parte delle accuse al M5S si basano su azioni potenziali, su pericoli e situazioni che non abbiamo la sicurezza si verificheranno. Negli altri due casi abbiamo la certezza di nefandezze che abbiamo vissuto tutti in prima persona e che ci hanno portato a questo macello.
    Con questo non voglio dire che bisogna essere incoscienti e chiudere gli occhi, ma se la nostra paura è che si riproponga una dittatura stile fascismo degli anni ’20 guardate che ce la siamo già giocata con il Berlusca, che di fatto ha adottato una “dittatura mediatica”.
    Io non dico che il M5S sia la soluzione perfetta, ha tante cose che non vanno a partire proprio dalla figura di Grillo e Casaleggio che secondo me così come sono non hanno più senso. Non vanno nemmeno bene quei personaggi del M5S che non conoscono e che danno lo stesso opinioni facendo una figura del cavolo e mettendo in cattiva luce tutti gli altri colleghi. Non va bene la disorganizzazione e l’incoerenza delle diverse voci che si sentono (anche se questa incoerenza è quasi sempre l’effetto indotto dai media che la vanno sistematicamente a cercare).
    Devo dire però che ho visto cose in questi mesi che avrei desiderato da tempo vedere nel mio paese, tipo gente che si ribella se qualcuno tenta di fregrarli (e quindi fregarci) sotto il naso, o che rinunciano ai propri stipendi anche solo per dare un esempio al paese, che provano ad allontanare i malavitosi dal nostro parlamento. Secondo me queste non sono solo attività di opposizione pure e semplici, sono tentativi di risanamento che allo stato di degrado in cui si trova l’Italia valgono molto di più di un disegno di legge. Detto ciò non è neanche vero che il M5S non abbia fatto nessuna proposta, basta aver seguito con un po’ di attenzione i lavori delle commissioni (e quindi i canali web del movimento).
    Detto ciò credo che l’articolo sopra sia stato sicuramente la critica migliore che abbia letto finora al M5S e lo userò come riferimento per tenere sempre sotto controllo il comportamento dei cinquestelle.

    1. Mi sembra giusto risponderti per punti, in quanto hai sollevato un bel po’ di considerazioni.
      – sono convinto che senza toni accesi e parolacce il M5S avrebbe il 20% in meno. Come risposto sotto a faysix, Grillo si nutre del caos. Il caos, che tu sia d’accordo o meno, e’ un fattore positivo nei confronti del M5S.
      Reputo Grillo&Casaleggio due personaggi che sanno il fatto loro in termini sia di strategia che di comunicazione.
      Anche alcuni scivoloni (come quello del “cosa faresti in macchina con la Boldrini”) a me non sembrano scivoloni. Stanno facendo parlare del Movimento, sempre e cmq.
      – Nell’articolo io ho puntato il dito contro il mancato portale di condivisione, perche’ li’ ci si troverebbe a parlare di argomenti di interesse comune, ma al tempo stesso facendo guadagnare una societa’ (Casaleggio&Associati). Fin quando rimane “beppegrillo.it” saranno coperti da qualsiasi critica. Le mosse sui social network (la richiesta pressante di click sul blog di Grillo) lasciano trapelare una reale volonta’ di guadagno da tutta questa faccenda.
      – No, non e’ sbagliato parlare male di politici e giornalisti. Lo faccio in tutti i miei post. E’ sbagliato dire “i politici sono ladri”, “i giornalisti sono venduti”, perche’ altrimenti perdiamo la facolta’ di distinguere chi fa bene il proprio lavoro e chi e’ corrotto.
      – se oggi dovessi andare a votare, mi troverei a scegliere. Non ritengo l’astensionismo un fattore utile. Considererei anche il M5S, se solo Grillo& Company si degnassero di dare risposte ai giornalisti e accettassero di confrontarsi, come si fa in una democrazia.
      – sulle attivita’ dei parlamentari 5 Stelle, io ribadisco: non me ne frega nulla se si tagliano o meno lo stipendio. Continuare a parlare dei costi della politica e’ una cosa sana, ma non bisogna spacciarla per soluzione ai nostri problemi. Sarebbe come somministrare un’aspirina ad un malato di AIDS. Ritengo (e l’ho scritto all’interno dell’articolo) che i 5 Stelle hanno avuto una bella chance per incidere realmente, ma l’hanno dovuta gettare nel cestino perche’ Casaleggio non si accontenta di una discussione democratica, lui mira a qualcosa di ben piu’ grande. Cosa? Lo vedremo, io ho solo teorizzato…

      Ti ringrazio comunque per il confronto, grazie per il lungo commento 🙂

  4. Attenzione perché all’inizio dell’articolo si utilizza la parola Rinascimento al posto di Risorgimento e si tratta di una svista piuttosto imbarazzante.

  5. analisi eccellente, sono stato 3 anni attivista del m5s fino a lasciare,due mesi dopo le elezioni, proprio avendo fatto questi ragionamenti.
    Ciambelle ha un’ottima capacità di capire psicologie sociali e situazioni, ancora complimenti.
    PS : un unico consiglio. crea una pagina facebook così ci é più facile seguirti 🙂

  6. Grazie mille Cesare. E’ un piacere sapere che qualcosa delle tante cose scritte in questo mattone/sermone siano ritenute valide anche da chi ha vissuto la realtà del Movimento.
    L’intento non è quello di denigrare il Movimento e i suoi attivisti: ritengo solo “sprecata” questa grande forza di cambiamento, in mano a due personaggi fin troppo poco chiari.
    Sulla pagina FB: devo darti ragione 🙂 a breve mi sa che la creerò.
    Tu ovviamente… FAI GIRARE-MASSIMA CONDIVISIONE-MEDITATE GENTE MEDITATE!!!11!! 🙂

  7. “Cittadino caro, peccato che se vuoi fare politica, devi saper fare politica. Non puoi rinfacciare al tuo 31% di voti che stai comunque lottando per il bene del paese, quando mesi fa ti è stata offerta la possibilità di incidere sul governo e l’hai rifiutata, mandando, davanti ad uno streaming penoso, il CiccioBombo Crimi e la nostalgica fascista Lombardi a deridere Bersani.” FALSO, il PD non ha mai avuto intenzione di governare col M5S, voleva solo i voti per poter formare un suo governo e ciò è estremamente arrogante visto che il primo partito era il M5S. http://www.youtube.com/watch?v=z2PvIX2s8Qo Video nel quale Bersani afferma, senza possibilità di smentite che non voleva fare alleanza con Grillo.

  8. Sonia mi dispiace contraddirti, soprattutto in una giornata, come quella di oggi, che vede un hashtag come #vinciamopoi prelavalere sul #vinciamonoi.
    La tua precisazione mi ricorda molto le news TZE TZE: un canale basato su allarmismi (guardate cosa abbiamo scoperto! fate girare!) che propone realta’ semplificate, quindi, di parte e incomplete.
    Il video segnalato da te riporta le parole di Bersani, dove, anche un po’ ingenuamente, racconta che non aveva nessuna intenzione di fare coalizione con i M5S.
    Bene. Ma e’ un video. Un video caricato su Youtube.
    I fatti, quelli che contano piu’ delle views, sono questi: il mandato elettorale era del PD (risultato risicatissimo, ma pur sempre reale); Bersani aveva ottenuto dal Presidente della Repubblica il mandato per incontrare le forze politiche (come da Costituzione); al M5S e’ stato proposto di dare la fiducia ad un Governo (appoggio esterno) su un programma di 8 punti concordato precedentemente.
    Obiezioni a quello che ho appena detto:
    1) Bersani non voleva fare governo con M5S, ma solo avere il voto di fiducia: VERO, direi anche legittimo. No? Il M5S avrebbe dato il via a quel governo e, un po’ come metaforicamente ci piace dire, avrebbe avuto i coglioni del PD tra le mani, pronto a stringere la presa ogni qualvolta qualcosa puzzava di malaffare
    2) Il M5S era il primo partito, doveva avere l’incarico da Napolitano: FALSO. Non esiste una precisa regola, tra le fonti giuridiche del nostro paese, che lo preveda. Diro’ di piu’: per come e’ strutturato il Porcellum, la prima forza politica e’ la “coalizione”, quindi PD + SEL.
    In ogni caso, il M5S non avrebbe mai e poi mai ottenuto la fiducia ad un governo, perche’ sarebbe stato votato forse da SEL e da qualche civatiano (2 specie rare in Parlamento).
    3) Dopo PD e PDL hanno fatto l’inciucio e li abbiamo smascherati: VERO. E allora? Lo ritengo piu’ un errore del PD che un merito del M5S.

    Quello che tu reputi “estremamente arrogante” altro non e’ che il gioco della politica. Se un’idea, anche la piu’ giusta, ha la possibilita’ di affermarsi in maniera netta (o bianco o nero, senza linee di grigio), viene a mancare il principio democratico, fatto di punti di incontro, di scelte condivise.
    Bisogna saper andare a braccetto con chi la pensa un po’ diversamente da te se vuoi portare avanti una linea politica.
    E’ brutto. E’ crudele. Si chiama democrazia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *