Dimmelo con una slide

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Diciamocelo chiaro: chi di noi non ha battaglie da portare avanti?

C’è chi vorrebbe abolire le tasse, chi semplicemente il canone RAI, chi rivorrebbe Emilio Fede al TG4, chi vorrebbe Cassano in Nazionale, chi vorrebbe convincere i produttori di tastiere da PC ad abolire il Caps Lock.

La risposta dei produttori di tastiere è stata: “Non possiamo, ci perderemmo tutto quel segmento di mercato che vota Movimento 5 Stelle”

Io, in maniera silente e poco agguerrita, ho sempre pensato che dietro agli sprechi, alle inefficienze, agli aerei che spariscono e agli scudetti della Juventus ci sia sempre stato un unico comune denominatore:

IL POWER POINT

Chiunque di voi stia vivendo, in questi fantastici anni 2000 e qualcosa, dinamiche aziendali e tesi di laurea non può non aver odiato almeno una volta il Power Point.

Durante i miei studi universitari ho sempre pensato che il lavoro in ufficio consistesse nel produrre qualcosa, creare qualcosa, sbrigare pratiche e portare avanti il business.

NIENTE DI PIÙ SBAGLIATO.

Esiste una regola non scritta, in tutte le aziende, per cui se devi dire qualcosa, devi usare una slide.

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Ricordo ancora con piacevole soddisfazione il giorno delle mie dimissioni da una mia vecchia azienda.

Ero contento, stavo per cambiare azienda e soprattutto stavo per togliermi dalle palle un capo di cui non ne potevo più.

Arrivai in ufficio, incrociai il suo sguardo e, cercando di riportare i dialoghi così per come sono realmente successi, ci fu il seguente teatrino:

CsM: “Capo, ti devo parlare”

Capo: “Non adesso, mandami un calendar”

CsM: “Non è relativo alle attività, anche semplicemente un caffè”

Capo: “Anticipami il tema con una slide”

Fin adesso la ricostruzione dei fatti è fedele. Porcamiseria a me, non ho la slide. Proverò quindi a ricostruire, con il ricordo, quella slide.

Era una cosa del genere:

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Lui non la prese bene.

Tutto questo bisogno dei manager di visualizzare qualsiasi cosa venga loro proposto nasce sicuramente da un aspetto pratico (è vero che i messaggi di una presentazione passano in maniera più efficace con un supporto visivo) ma anche dalla necessità di “vendere meglio” la propria idea (consiglio, per chi non l’avesse ancora fatto, di approfondire il tema della visibilità in azienda cliccando qui).

Il problema del Power Point è l’abuso e il sovra-utilizzo. Pensate che in Svizzera è nato un partito anti-Power Point www.anti-powerpoint-party.com/it , con questi numeri a sostegno della loro tesi:

250 milioni di users che ogni giorno lavorano su Power Point

110 milioni di euro sprecati ogni anno da tutte le aziende residenti in Unione Europea

Certo, dovremmo studiare questi numeri e capire se e quanto sono attendibili questi valori.

Rimane però forte il concetto: gran parte del tempo degli impiegati di un’azienda non è “produrre”, ma aggiornare/allineare i superiori sulle attività in corso, quindi, fare presentazioni in Power Point.

E’ come se, assumendo una domestica per le pulizie di casa, questa vi facesse trovare una presentazione in Power Point sullo stato della casa, il disordine in bagno, il benchmarking con altre case che lei ha visto, il costo dei prodotti per pulire la casa, l’analisi dei rischi (cadere, inciampare), il calcolo delle ore di cui necessita una sola persona per togliere la merda incrostata nel water e poi… alla fine… non pulisce, perché ha impiegato il suo tempo nel:

– cercare di allineare le linee e il testo

– scegliere i colori giusti

– sistemare i grafici a torta

– cercare le immagini più idonee

Voi, paghereste una domestica del genere?

IL BATTESIMO POLITICO

E mentre nel mondo (aziendale) ci si accorge sempre più dei danni provocati da un eccesso di utilizzo di Power Point, gli italiani invece si emozionano per questo:

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Sui contenuti non dico nulla, ma sulla qualità grafica delle slide abbiamo almeno una certezza positiva: siamo certi che lo stagista del Ministero non ha sprecato troppo tempo nella sua creazione.

DOVE ANDREMO A FINIRE?

Io so già quale sarà il mio destino…

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