Ti accorgi di avere 30 anni quando condividendo gattini…

gattini 1

EVENTO DIDATTICO: “COSE CHE CI IMPUNTIAMO DI SOSTENERE PUR NON SAPENDO PERCHE'”

SOTTOTITOLO: “STORIA DI UNA SERATA PARANORMALE”

RELATORE: CIAMBELLESUMARTE

E’ una sera qualunque del mese di Marzo e sto vedendo il TG di Mentana sotto effetti di droga sintetica: i funghi nella mia insalata effettivamente hanno un colore strano ed un aspetto poco comune.

Dopo aver ascoltato l’introduzione, la mia insalata inizia a parlarmi, offendendomi senza ritegno:

Insalata: “Sei un terrone di merda”

CsM: “Guarda che tra i due, sei tu che realmente provieni dalla terra”

Insalata: “Sì ma tu rimani un terrone di merda”

 CsM: “Sì ma tu stai per essere mangiata da un terrone, dopo essere stata raccolta da un marocchino in una serra, imbustata da una nigeriana, trasportata da un rumeno e messa nello scaffale da un ragazzino di Quarto Oggiaro”

Insalata: “Fanculo, voglio morire. Mangiami”

Dopo aver commesso l’omicidio vegetale, la mia attenzione, indebolita dalla visione aumentata e distorta della mia psiche, fa sì che gli occhi fissino nel vuoto: in questo stato, commetto il grave errore di mostrare interesse verso la TV:

TV: “Ti piaccio eh?”

CsM: “Beh, non sono abituato alle TV che parlano”

TV: “Mmm, lo vedo che ti piaccio. Dimmi qualcosa di lurido!”

CsM: “…CALDEROLI!”

gatto2

Mentre il corteggiamento tra me e la TV va avanti, LA7 mostra un servizio sul referendum fake sull’indipendenza del Veneto.

Adesso non so quanti di voi hanno provato questa sensazione, ma venire a conoscenza di un evento così importante per la storia della nostra nazione in uno stato psichedelico fa sì che tu prenda realmente sul serio quello che ti stanno raccontando, introiettando (sognavo di scrivere questo verbo) e interiorizzando la notizia con un’ansia notevole.

Gita ad Amsterdam di alcuni anni fa

Amico: “Ciambelle guarda! C’è Berlusconi insanguinato in prima pagina su Metro olandese!”

CsM: “Cavolo è vero! Cosa è successo? La rivoluzione! Finalmente!”

Amico: “La rivoluzione, siii! E noi cazzo siamo qua!”

CsM: “Nooo, siamo qua e lì c’è la rivoluzione contro Berlusconi! Lui sotto i colpi del Duomo in formato statuetta! Epilogo di una storia!

Amico: “Chissà se chiuderanno gli aeroporti, se mai torneremo, se ci chiameranno alle armi!”

CsM: “Madre Patria, eccomi, condividerò su Facebook la nostra Rivoluzione!”

Grazie alla mia condizione, tutto quello che sento e vedo sembra vero: persone con la bandiera raffigurante il Leone di San Marco, la sagra della salsiccia dentro un tendone a Mestre, i sessantenni con un “ombreta de vin” in mano, i giovani intervistati pieni di furore e poveri di grammatica, le discussioni con un unico comune denominatore: le tasse.

La cosa che più mi impressiona è l’utilizzo e l’ostentazione di numeri a caso:

“Ogni cittadino veneto paga 3.000 euro all’anno di tasse in più rispetto ad un romano e riceve solo la metà in termini di servizi, ziocan!”

“Vecio, il Veneto dà all’Italia 50 milioni di euro e l’Italia ne ridà indietro solo 13! Noi lavoriamo e manteniamo il Sud!”

“[inserisci bestemmia qui], ogni cittadino veneto si sente veneto e non italiano! Le tasse devono rimanere qui [inserisci bestemmia diversa dalla prima] ! Invece diamo 30 miliardi allo Stato Centrale, per poi riavere indietro solo 15 miliardi… in lire!”

La verità è che, un po’ come quando eravamo adolescenti, l’idea di diventare indipendenti è sempre stuzzicante. Gli impatti in termini di economia, stato sociale, diritto interno, rapporti esteri sono molto complessi e chi partecipa ad un corteo sicuramente non li conosce.
Onestamente, poi, nella mia condizione di drogato non è che mi ponga tutte queste domande.

Però l’idea di essere indipendenti mi sta appassionando, anzi, sento che è una tematica che porterò dentro al mio cuore, fin quando l’effetto dei funghi continuerà ad essere padrone della mia mente.
In fondo, cos’è l’Italia se non una nazionale di calcio che ha il potere di riunirci davanti a dei maxi-schermi nelle serate di giugno?

L’idea dell’indipendenza è veramente stimolante. Già me li vedo, i veneti che dicono: “Noi non siamo italiani, siamo indipendenti”.
Pochi secondi dopo, la provincia di Venezia dire: “Calma, nel passato eravamo una Repubblica, noi non siamo veneti, siamo Veneziani”.
Neanche il tempo di finire la frase, che i cittadini di Pianiga creano un referendum sull’indipendenza da Venezia e i suoi salotti succhia-tasse.
Per non parlare degli abitanti del quartiere di Pianiga più periferico, Cavinello Ovest, che rimarcano una propria indipendenza dallo Stato-Comune di Pianiga, per motivazioni di raccolta dei rifiuti, incentivi mancanti sull’edilizia, troppe tasse comunali.
In mezzo a Cavinello Ovest, un tizio, che vuole proclamare il suo palazzo come Repubblica Indipendente giusto per non ha un cazzo da fare: le riunioni di condominio varranno da sedute parlamentari.

gatto3

In tutto questo, sostenere che l’Indipendenza fine a se stessa sia la panacea di tutti i mali equivale a dire che si può combattere il problema del razzismo sterilizzando tutti gli uomini di pelle scura o che si può risolvere il problema della crisi economica e del rilancio dei consumi regalando 80 euro in più al mese in busta paga. Insomma, è sabbia negli occhi.

Lettore: “Quest’ultima affermazione dovresti provarla con dati alla mano”

CsM: “Che due Presidenti della Regione Lombardia!”* 

*(questa arriva un po’ dopo)

Superato l’ostacolo TG, mi ritrovo davanti alla Gruber: adesso il mio stato da drogato mi spinge ad immedesimarmi sopra quei due canotti rossi (le labbra), immaginando le flotte venete su un canotto, quelle italiane sull’altro.
Offendiamoci, ma non tiriamoci le frecce: potremmo bucare ed affondare entrambi.

* se hai letto quest’articolo sperando di trovare le risposte ai tuoi 30 anni e alla tua mania di condividere gattini, mi spiace, non ho nulla da dire. Al massimo ti posso offrire dei funghi che ti daranno la risposta.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *