L’elettore determinante

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La settimana scorsa ho avuto l’infelice idea di mappare 30 profili di elettori, del PD, di Forza Italia e del M5S.

Con questi articoli ho ottenuto diversi commenti (un po’ arrabbiati, ma che volete farci, sono fatto così) e la soddisfazione di essere tra i blog del giorno di WordPress.

Lettore: “Tutto questo per tirartela e dire che qualcuno ti caga? Pezzente.”

Le elezioni europee sono finite, il PD di Renzi (o meglio Renzi e un partito d’appoggio) ha vinto, stravinto, mentre tutto sommato Forza Italia ha mantenuto le aspettative. Il M5S ne esce fortemente deluso, nonostante un 22%.

Avevo già detto in questo blog che il M5S avrebbe vinto. Io ero uno di quelli con la vista fortemente annebbiata dagli status di Facebook e dai titoloni del Fatto Quotidiano.

Ascoltando la radio, la radio del bla bla che ormai non trasmette più musica, sono rimasto colpito dai tanti messaggi dei radio-spettatori inferociti per l’esito elettorale.

Eppure Renzi ha preso il 41%.

Eppure qualcuno deve averlo votato.

Non è che adesso, proprio come succedeva per Berlusconi, chi vota Renzi si nasconde?

Oggi, a differenza dei giorni passati, ho alzato la testa e invece di guardare link, video e articoli, mi sono semplicemente visto attorno.

Attorno a me non c’è una beata minchia, solo una cucina in disordine. Volevo dire metaforicamente.

Ho iniziato a pensare: se le persone che conosco io rappresentassero un piccolo campione statistico*, cosa ne verrebbe fuori?

* chiunque capisca di statistica, sa benissimo che non si tratta di un campione attendibile, ma facciamo due chiacchiere, suvvia…

Ecco a voi quindi l’analisi dell’ultimo profilo di elettore, quello che non vedi ma che vota. E che determina il vincitore.

1) L’ELETTORE DETERMINANTE NON VA IN PIAZZA

E mentre gli altri scendono in piazza, l'elettore determinante e la sua famiglia...
E mentre gli altri scendono in piazza, l’elettore determinante e la sua famiglia…

Gli amici del M5S hanno basato la loro campagna elettorale sui selfie con il pubblico. “Avete visto quanti siamo?” “#vinciamonoi la piazza è piena!” “Da Renzi non c’è nessuno!”

Tra le persone che frequento, ho notato che:

a.) 2 conoscenze di Facebook sono andate in piazza per Grillo

b.) nessun’altro è andato in piazza ad ascoltare nessun comizio

L’affluenza nelle piazze non rappresenta un campione statistico attendibile, anche se le piazze sono grandi e piene di bandiere.

2) L’ELETTORE DETERMINANTE NON DISCUTE NEI SOCIAL NETWORK

gattini

Guardando le mie amicizie Facebook, la mia bacheca era infestata da annunci pro-Grillo e pro-PD (per lo piu’ Civatiani).
Se avessi dovuto immaginare un risultato in base alle mie connessioni, ci sarebbe stato un:

50% M5S – #vinciamonoi – abbasso l’ebetino – via i condannati

20% PD – contro Grillo – voterei Tsipras ma non posso  – qualche tesserato

10% Tsipras – evviva il comunismo e la libertà – Vendola pronuncia “Tssssiprassss”!  – O partigiano, portami via

10% Vari – Lista Pensionati! Ah, non c’è?

10% Astensione -sono tutti ladri

Appare quindi evidente come quei pochi che condividono continuamente post su Grillo & Affini, siano pochi ma lo facciano con tanta tanta insistenza, alterando la percezione dei numeri totali.

Questo discorso vale considerando i numeri relativi (sul totale di chi parla di politica). Dovessimo considerare i numeri assoluti, avrei:

50% Gattini

30% Gente che si fa selfie con i cocktail

10% Gente che posta foto di vacanze

10% Gente che parla di politica (con la suddivisione vista prima).

3) L’ELETTORE DETERMINANTE GUARDA IN TV SOLO GLI EVENTI DETERMINANTI

Beppe Grillo ospite a "Porta a Porta"

Berlusconi da Santoro, Grillo da Vespa e poco altro. Chiamiamoli “gli eventi”.
Il pubblico affezionato ad Annozero, Ballarò, La Piazza ecc sembra essere sempre lo stesso.
Perché lo dico? Perché non si spiegherebbe un delta così ampio di share quando si verificano “gli eventi”.

4) L’ELETTORE DETERMINANTE AMMIRA LA LEADERSHIP

Onda energetica! (cit. Dragon Ball)
Onda energetica! (cit. Dragon Ball)

Fatico a pensare che chi non va in piazza, chi non vede molte trasmissioni politiche, chi non ha la passione della lettura dell’attualità politica su internet, entri nel merito delle correnti del PD o delle divisioni tra alfaniani e berlusconiani.
Non facendolo, vota il leader. L’elettore determinante quindi è affascinato dalla figura carismatica di turno.

5) L’ELETTORE DETERMINANTE E’ MODERATO

DC-11

Per definizione, chi si rivede in un partito di lotta o in un pensiero determinato e convinto (non voglio usare il termine “estremista”, perché l’estremismo è quello di Alba Dorata, partito greco macchiato di omicidi), non può mostrare sempre un mancato interesse nei confronti dell’attualità politica. Prima o poi scende in piazza, o posta la sua indignazione su Facebook, o davanti una birra inizia a blaterare su proletariato o nazionalismi.
L’elettore determinante invece è moderato: va benissimo il centro tendente un po’ a sinistra, o il centro tendente un po’ a destra. Ma mai centro, suvvia, perché sarebbe già una scelta troppo estrema.
Purché, come da punto 4, ci sia un leader carismatico meritevole di interesse.

CONSIDERAZIONI FINALI

Cari lettori, oggi in ufficio avete chiesto chi ha votato PD e nessuno ha alzato la mano?
Alla radio e in TV c’è solo gente negativa sul voto?
Nella vostra bacheca Facebook tutti stanno dicendo che Renzi ha comprato con 80 euro gli italiani, lasciando intendere che non lo hanno votato?
Bene.
Adesso guardatevi attorno e ripensate a tutte le persone che fanno parte delle vostre cerchie di amicizie/conoscenze: quella stra-grande maggioranza di persone di cui non avete mai conosciuto il parere, loro, sono gli elettori determinanti.
Loro hanno votato Renzi.

timthumb

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Un pensiero su “L’elettore determinante

  1. D’accordissimo sulla tua disamina. Non credo che chi ha votato Renzi si stia nascondendo come chi votava Berlusconi. Personalmente sono molto più contento di un risultato così schiacciante piuttosto che un PD al 30% e un M5S al 28% che avrebbe perpetrato lo stallo generale. Adesso ci sono le condizioni per fare e questo è il momento di Renzi, incrocio le dita.

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